La Mia Storia
Nato e cresciuto in Italia, a 21 anni ero avviato verso una carriera in azienda e studiavo giurisprudenza con taglio d'impresa. Ero a metà della magistrale, con una media da fare invidia e tutti gli esami a posto, quando il richiamo del palco si è fatto sentire con una veemenza che non ammetteva repliche.
All'epoca recitavo per hobby un paio di sere alla settimana, per cui tutti mi hanno dato del pazzo quando ho deciso di lasciare una laurea di prestigio a metà e una carriera quasi assicurata per andare a fare l'attore. E forse avevano anche ragione...
Il destino però era dalla mia parte: dopo l'audizione, sono stato immediatamente accettato nell'accademia dei miei sogni, la East 15 Acting School di Londra, e ho avuto l'onore e il privilegio di ricevere un training di livello mondiale, dieci ore al giorno per tre anni.
La strada, al mio arrivo, era però ancora lunga e il mio inglese a malapena passabile. Osservavo in modo ossessivo i gesti delle persone e il linguaggio silenzioso dei loro corpi, la loro cultura, il loro umorismo - ridendo quando intuivo che fosse il momento giusto, senza avere la minima idea del perché. Nel frattempo, durante prove e spettacoli, il commento che sentivo più spesso era: "Non si capisce nulla di quello che dici", nonostante avessi i crampi alla bocca per cercare di parlare chiaramente.
Con sudore, passione (e forse anche qualche lacrima), ho smussato il mio accento italiano e ho ottenuto l'impossibile: una pronuncia madrelingua, chiara e fluida.
Ho dovuto lavorare dieci volte di più di tutti gli altri, ma questo mi ha insegnato, tra le altre cose, due lezioni importantissime: la prima è che la comunicazione è uno sport che si gioca con tutto il corpo, e io stavo rapidamente diventando un atleta d'élite in questa disciplina.
La seconda è che la mia formazione attoriale - profondamente psicofisica - stava operando silenziosamente sotto la superficie, innescando un potente processo di trasformazione personale...
Uscito dall'accademia, ho lavorato a singhiozzo, come c'era da aspettarsi. I "grandi ruoli" in film e TV sembravano non arrivare mai. Ho dato la colpa a tutti - al settore, alla corruzione, alla mancanza di opportunità, a me stesso - ma oggi mi rendo conto che quella strada, in quel momento della mia vita, non era destinata a me.
Senza saperlo, mi stavo preparando per qualcos'altro.
Pian piano ho iniziato a comprendere il potere degli strumenti e degli esercizi che ho imparato negli anni, e ho deciso di adattarli e trasmetterli al grande pubblico. Il mio è un lavoro profondo, sia tecnico che psicologico, che i miei clienti apprezzano molto: mi dicono che si sentono più leggeri e allineati dopo le nostre sessioni, e alcuni hanno persino iniziato a divertirsi durante le riunioni, quando presentano! Se poi anche la famiglia e i colleghi iniziano a notare un cambiamento positivo, allora stiamo davvero andando nella direzione giusta.
Vivo a Londra, ma lavoro online con persone da tutto il mondo. Al di fuori del coaching, organizzo eventi e leggo molto; di recente mi sto avvicinando al taoismo, una pratica che, come l'arte drammatica, ci riporta a uno stato di totale presenza e connessione con il nostro universo.